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in anteprima il calendario 2018.

Torna anche questa primavera il corso base di fotografia organizzato dal Parco Regionale dei Castelli Romani all'interno della nuova edizione di Cose Mai Viste 2.0
A partire dall'11 maggio 2016 per sei mercoledì dalle 17.30 alle 19.30 nei locali ex Stefer di Piazza Trieste 11 a Monte Porzio Catone


Fotografare il paesaggio. domenica 12 luglio. Parco Regionale Valle del Treja.
Appuntamento ore 9,00 presso il parcheggio antistante le Cascate di Monte Gelato, nel comune di Mazzano Romano. Per chi viene dalla Cassia bis uscire a Trevignano - Mazzano Romano. Quindi proseguire per Mazzano Romano e dopo circa 4 Km sulla destra si trova la strada che in pochi minuti porta alle Cascate di Monte Gelato. L'appuntamento rimane alle 9 ma chi vuole può venire in anticipo per trovare le migliori condizioni di luce, ideali verso le 7-7,30. Le Cascate sono famose come scenario per numerosi film, spot pubblicitari e ambientazioni varie, anche se la massima portata si riscontra a primavera. Le cascate sono molto suggestive e fotogeniche, offrendo moltissime soluzioni fotografiche. Ideali in questo caso i filtri nd, nd gradient e polarizzatore, sia per controllare le varie differenze di luminosità che per ottenere effetti sull'acqua. Consigliate ottiche da grandangolo a normali, senza tralasciare un uso oculato del mediotele per evidenziare dettagli. Vi consiglio il cavalletto. Portare scarpe adatte al posto che può essere scivoloso. Chi ha degli stivali adatti ad entrare in acqua li porti con se. 
Dopo circa due ore ci trasferiremo presso il Centro Volo Rapaci di Trevignano Romano dove effettueremo una proiezioni delle immagine pubblicate su forum (quindi chi ha pubblicato poco nel forum si dia da fare); ci sarà la consegna degli attestati di partecipazioni e un picnic del costo di circa 8 euro a persona, con possibilità anche per i vegetariani. Se non ci sarà caldo eccessivo si potrà, per chi vuole, assistere alla dimostrazione del volo dei rapaci mettendo a dura prova le proprie capacità di scatto al volo di soggetti in movimento rapido. Per info sul Centro Volo: http://www.volorapaci.com/

Marco Branchi, il teorico della lentezza
Solitamente nelle proprie biografie si inseriscono notizie sulla propria attività con il malcelato proposito di far vedere l'importanza dei propri lavori e il significato delle proprie opere. Quindi tutti bravi e significativi nel proprio campo. Tutti artisti. Le biografie mi ricordano tanto i Camposanti, dove non esistono quelli che a Roma si chiamano "fiji de 'na bona donna", ossia tutti bravi, lavoratori indefessi e fulgido esempio di attaccamento alla famiglia, alla patria, a quello che vi pare. Per me la fotografia naturalistica è stata l'occasione di conoscere e vivere situazioni. Giacomo che "brucia i bianchi" della Volpe, Cantianì che pazzo di contentezza si schiaffeggia la panza nuda in un campo di lavanda, il vento che accarezza il viso, l'incontro con il Lupo, l'apparizione dell'Orso bruno marsicano. I compagni di viaggio e di scatto, le cene da Nunzio, il mitico rifugio di Gerardo, i fenicotteri che riempiono il cielo arrossato dal tramonto. E poi basta perchè altrimenti diventa un racconto.

 

Marco Branchi théoricien de lalenteur
Habituellement dans les Autobiographies fits ajustement sur ses activités dans le but non dissimulé de montrer l'importance du travail et le sens de leurs œuvres. Donc, tout bien, importante et brillante. Tous artistes. Les biographies me rappellent tellement les cimetières, où il ya ceux qui sont appelés à Rome "fiji de 'na bona donna",, a savoir, qui travaillent dur et brillant exemple de dévouement à la famille, à son pays, et ce que vous voulez. Pour moi, la photographie de nature a été l'occasion de connaître et vivre de situations . Giacomo, qui «brûler les blancs" de rainard, Cantiani, fou de bonheur qui se gifle le ventre nu, dans un champ de lavande, le vent caressant le visage, la rencontre avec le loup, l'apparition de l'ours brun Marsicano. Compagnons de voyage et des séance des photo, les dîners chez Nunzio, le refuge légendaire de Gerardo, flamants roses qui remplissent le ciel rougi par le soleil couchant. Et puis juste parce que sinon il devient une histoire.