Sono nato a Roma, e chiunque mi ha sentito parlare non lo ha mai dubitato. Ho vagabondato per circa 40 anni tra boschi, foreste, zone umide e montagne, specialmente dell'Italia centrale. Ho esposto in diverse mostre fotografiche, le mie foto sono state pubblicate, almeno fino alla crisi definitiva della carta stampata, su molte riviste e sono state utilizzate per diversi prodotti editoriali. Ho portato a spasso, e spesso con fatica, pesante e ingombrante attrezzatura fotografica. Sono passato dalle fotocamere meccaniche a quelle automatiche e al digitale.
Adesso ho detto basta, all'invadenza dei fotografi, a vedere intasare ogni piccolo angolo di natura che aveva resistito alla devastante pressione umana, al bulimico e delirante bisogno di pubblicare fotografie in continuazione. L'emozione di una fotografia era la mia, e anche da condividere quando pensavo che potesse trasmettere un qualcosa. Ora basta. Anche se ho scoperto la straordinaria novità (almeno per ora) delle riprese con drone e riprese ultrapanoramiche. Mi rimane l'aver vissuto situazioni e visto scenari che ti accompagnano per sempre.